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Antonio Pedretti (Gavirate, Varese 1950).
Di estrazione figurativa, dalla rapida sintesi iconografica degli anni ’70, evolve negli anni ’80 in elaborazioni di tecniche miste, adozioni di collage e décollage, citazioni di fotografia e parole iscritte sino ad approdare ai plexiglas, scatole di pittura dove riporre brani di paesaggio e strumenti espressivi. Dagli anni ’90 recupera la pittura ad olio traducendo un linguaggio di immediatezza gestuale forte di sintesi e rapide colature di colore, quasi allusive aperture a ulteriori orizzonti emotivi.
Dotato di ricca letteratura critica, con testimonianze che procedono da Renato Guttuso a Enzo Fabiani, Enrico Crispolti, Marco Goldin, Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva e molte altre autorevoli firme, Antonio Pedretti è artista di lungo corso espositivo, con curriculum nazionale e internazionale.
La mostra, a cura di Claudio Rizzi, propone una selezione di opere recenti, in grande formato, proiezione ideale dall’opera dipinta all’architettura, allo spazio della memoria e infine al sentimento delle radici. Un percorso intorno, e di ritorno, all’identità.
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